01 cuma licolaLa vegetazione
Alla nascita di Roma le foreste dei Campi Flegrei dovevano essere quasi intatte e i romani, del resto, difesero a lunge i boschi sacri.

00 paesaggioNel territorio flegreo erano celebri la "Silva Gallinaria", ricca foresta sempreverde forse frammista a pineta litoranea ("Gallinaria Pinus" di Giovenale), ricordata anche da Cicerone e la densa foresta dell' "Aorna" (Selva di Averno).
Tali boschi si estendevano dal Nord di Cuma fino a Castelvolturno, alcuni di essi venivano periodicamente diradati o tagliati, mentre altri, specialmente i querceti produttori di ghiande, venivano assegnati al pascolo.
Il bisogno di legname per nuove case, per navi, per ponti, per argini, per fortificazioni e steccati dei primi secoli dell'Impero fece sfruttare in mode sempre pin preoccupante le foreste.

Già nel quarto secolo alcuni autori riportano che nella pianura della Campania erano scomparsi i boschi e ne restavano solo nelle montagne.

Il territorio flegreo presenta un clima di tipo mediterraneo, con estati calde e secche ed inverni piovosi. Data la peculiare morfologia della zona, caratterizzata da numerosi crateri, vi regna un elevato tasso di umidità relativa, che attenua parzialmente la siccità estiva e permette escursioni termiche molto contenute.

Per quanto riguarda il substrato, l'origine vulcanica del suolo gli conferisce un chimismo prevalentemente acido, per cui le specie vegetati presenti in zona saranno, essenzialmente acidofile.

Osservando il paesaggio vegetale lungo le pendici dei crateri, si notano le modificazioni che la vegetazione ha subito nel corso del tempo; ad una formazione steppica, tipica di ambienti aridi, la Disa, caratterizzata da graminacèe quali Phiparrenia (Hiparrhenia hirta) e la Tagliamani (Ampelodesmos mauritanicus), visibile sul versante meridionale più caldo e assolato, segue la Gariga, costituita da arbusti bassi, talora aromatici, come l'Elicriso (Helicrisum litoreum), e la Ginestra (Calicotome villosa), collocata nelle zone pin aride e degradate.

Alla Gariga subentra prima una macchia bassa con specie sempreverdi, a foglie dure e lucenti, fra cui il Mirto (Myrtus comniunis), il Lentisco (Pistacia lentiscus), le Filliree (Phyllirea latifolia e Phyllirea angustifolia), il Cisto (Cistussalvlfolius), l'Erica (Erica arborea), mentre sui versanti settentrionale pin umido e fresco, è presente una macchia alta, costituita in prevalenza da Lecci (Quercus ilex) e Corbezzoli (Arbutus unedo).

Il tratto di litoraneo ê un territorio the presenta aspetti naturalistici interessanti e degni di attenzione per la presenza di macchia mediterranea e di dune.
Le zone bonificate comprese tra la fascia dunale e le aree di versante sono attualmente soggette ad intensa coltivazione orticola, mentre i settori di territorio più acclivi sono in gran parte terrazzati e soprattutto utilizzati per le colture di tipo misto (orto- frutteto, vigneto-frutteto-orto). Nelle incisioni dei versanti si conservano piccole porzioni boschive.
La fascia dunale ê costituita essenzialmente da due sistemi di dune paralleli alla costa, di cui il più interno, stabilizzato dalla vegetazione, è quello più antico. Il cordone dunale esterno è invece attualmente soggetto ad erosione marina.
Procedendo dalla spiaggia verso l'interno, si osserva una successione di ambienti diversi una fascia a vegetazione alofila (amrnofileto, cakileto) caratterizza da aree prospicienti il mare, mentre poco più all'interno domina la massa bassa con le caratteristiche essenze mediterranee quali il cisto, il mirto, il rosmarino ed il ginepro.

Nelle depressioni retrodunali si instaurano localmente ambienti umidi con colonie di molluschi d'acqua dolce e vegetazione igroflia. La duna fossile è invece ricoperta da bosco di leccio. Ancora più internamente, subito a nord del Monte di Cuma, si estende un'ampia zona pianeggiante che fino ai primi decenni del secolo era in parte occupata dal Lago di Licola.

La vegetazione che si sviluppa sulle nostre coste sabbiose è caratterizzata da specie botaniche cosiddette alofite che sono delle specie aventi la caratteristica ecologica di potersi insediare in luoghi fortemente ventosi salsi e con substrate incoerente (sabbie).
Specie botaniche caratteristiche della duna sono:la Cakile maritima, l'Agropyron junceum, il Pancratium maritimum, l'Anthemis maritima, l'Ammophila arenaria, la Calystegia soldanella, il Eryngium maritimum, ii Medicago marina, ii Cyperus Kaili, l'Echinophora spinosa, la Silene colorata.

La macchia mediterranea costituita prcva1entemente da: Phillirea spp, Cistus incanus, Juniperus communis, Pistacia lentiscus, Smilax aspera, Rosmarinus officinalis, Pinus pinaster, Quercus ilex, Rhamnus alaternus, Arbutus umedo.

La pineta costituita prevalentemente da: Pinns halepensis, Pinus pinaster, Pinns pinea,Quercus ilex (quest'ultimo, il leccio, rappresenta la specie climax dcl bosco retrodunale, cioè la pineta pian piano deve essere sostituita dai lecci che rappresentano le condizioni perfettamente naturali del luogo).

tartaruga caretta

 

Da un punto di vista faunistico le aree naturali dei Campi Flegrei contano una trentina di specie di mammiferi.
Tra i mammiferi restano la volpe, la donnola, e la faina, quali predatori, e varie forme di roditori, quali consumatori primari, e sporadiche presenze della lepre e del coniglio selvatico, salvo che nell' isolotto di Nisida in cui, quest'ultimo, è comune. La loro presenza è indice di resistenza ecologica delle. aree boschive residue, così. come sono da considerarsi ancora preziosi (nel contesto faunistico dell'area), la donnola e la faina, più sensibili della volpe alle modificazioni antropiche. Tutti i mammiferi selvatici presenti nell'area sono comunque caratterizzati da condizioni di vita notturna e da abitudini molto schive.

Gli ambiti naturali .sono particolarmente ricchi di uccelli, arrivando a contare fino a 150 specie.

Gli uccelli in migrazione trovano stazione di sosta sia zone di alimentazione (macchia mediterranea e aree agricole), per poi riprendere il viaggio. Tra le specie più interessanti vanno citate: il Gheppio, il Lodolaio e il Rigogolo.

La vicinanza della costa e la presenza della macchia fanno dei Campi Flegrei e del litorale di Licola un'area di svernamento per varie specie: Cormorano, Svasso, Moretta tabaccata, Beccaccia (specie incluse nella Lista Rossa Italiana) Passera scopaiola, Torcicollo, Fringillidi (tra cui i Lucherini) e Cince, inoltre, bisogna sottolineare la nidificazione del Porciglione (unica località per la provincia di Napoli) e del Pellegrino (specie inserita nella Lista Rossa Italiana).

Significativa è la presenza di specie acquatiche nelle zone umide ed in quelle lacustri quali Folaghe e Germani.

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